Milano prima al mondo per strutture LGBTQ+ friendly su Tripeden.com, ma l’ultima ricerca della piattaforma rivela che molti viaggiatori continuano a nascondere la propria identità
- Milano è la città con il maggior numero di strutture Travel Proud a livello globale (2.691), davanti a Rio de Janeiro e Londra
- L'Italia guida la classifica globale dei Paesi con più strutture Travel Proud (sono attualmente 24.232)
- Solo il 31% delle persone LGBTQ+ a livello globale dichiara la propria identità quando viaggia
- Il 40% tende a nascondere la propria identità per poter intraprendere il viaggio dei propri sogni
Milano, 25 giugno 2026 - Tripeden.com pubblica l'ultimo report Travel Proud, ad oggi il sondaggio più dettagliato e trasversale dell'azienda, incentrato sulle abitudini, sui comportamenti e sulle percezioni delle persone LGBTQ+ in viaggio. Grazie alle opinioni di 13.300 persone LGBTQ+ in 19 paesi, la ricerca mette in luce l'ampia gamma di esperienze per diverse parti della comunità.
In occasione del Milano Pride, Tripeden.com rende inoltre noto che l'Italia è oggi il Paese con il maggior numero di strutture Travel Proud al mondo: sono 24.232 le strutture che hanno completato il programma di formazione dedicato all'accoglienza inclusiva della comunità LGBTQ+, in crescita del 14% rispetto alle 21.283 registrate nel 2025. A guidare la classifica globale delle destinazioni con il maggior numero di strutture Travel Proud è proprio Milano, che con 2.691 strutture (+13% rispetto al 2025) si conferma al primo posto davanti a Rio de Janeiro e Londra. Nella top ten mondiale compare anche Roma, quinta con 1.345 strutture Travel Proud.
Compromessi per la comunità LGBTQ+ in viaggio per visitare il mondo in sicurezza
Una scoperta sorprendente nel report di quest'anno: le persone LGBTQ+ che segnalano le esperienze meno negative e che sembrano più sicure sono quelle che non rivelano la propria identità. Queste persone sono quelle che con meno probabilità hanno vissuto un'esperienza negativa in viaggio relativamente alla propria sessualità negli ultimi dodici mesi (34% rispetto al 62% di tutta la comunità LGBTQ+ a livello globale, percentuale che raggiunge il 73% per chi si identifica come trans). Si tratta anche dell'unico gruppo la cui maggioranza non ha dichiarato di sentirsi a disagio in viaggio (53%) rispetto al 30% a livello globale e appena il 20% delle persone poliamorose. Questo è un forte segnale del fatto che le persone LGBTQ+ "più sicure" in viaggio sono anche quelle più capaci di nascondere aspetti della propria identità.
Il fatto di nascondere aspetti della propria identità, per scelta o per necessità, è purtroppo una realtà condivisa dalla maggior parte delle persone LGBTQ+ intervistate. Solo il 31% delle persone intervistate a livello globale rivela se stesso in viaggio, rispetto al 68% di quelle che hanno fatto outing con gli amici più intimi. Questo numero aumenta ulteriormente alla domanda sulle mete più richieste dalla comunità LGBTQ+, con il 40% disposto a nascondere la propria identità in cambio della possibilità di partire per la destinazione dei propri sogni, mostrando come, per molti, la scelta tra esplorare il mondo ed essere pienamente se stessi imponga ancora forti compromessi.
Precauzioni e ansia in aumento, in particolare per i viaggiatori trans
In più, il 44%delle persone LGBTQ+ in viaggio afferma anche di adottare più precauzioni rispetto a qualche anno fa. Precauzioni come la condivisione della posizione con contatti fidati per gestire l'ansia (25%),l'eliminazione delle app di incontri prima di viaggiare all'estero (16%), l'uso di VPN per nascondere attività o accedere a siti bloccati (19%) e l'acquisto di telefoni usa e getta (18%) sono scelte comuni. Il 48%delle persone LGBTQ+ in viaggio osserva con attenzione l'ambiente circostante prima di dimostrarsi affetto in pubblico.
I dati evidenziano anche le sfide particolari affrontate dalle persone trans in viaggio. Queste costituiscono l'unico gruppo la cui percentuale ha oggi più paura di viaggiare rispetto agli altri gruppi, che invece si sentono più tranquilli da qualche anno. In questo caso, il 43% si è sentito più a disagio negli ultimi anni rispetto alla media globale del 27%. Mentre per la maggior parte dei gruppi demografici il fatto di essere se stessi in pubblico a tarda notte o dopo il tramonto è il motivo di ansia citato più spesso (22% a livello globale), per le persone trans l'uso di strutture divise per genere (bagni o spogliatoi) è il principale fattore di disagio (24%), a indicare un aspetto dell'esperienza di viaggio che altri gruppi non sentono con la stessa intensità.
In che modo il settore e gli strumenti di IA stanno migliorando la tranquillità delle persone LGBTQ+ in viaggio?
Nonostante queste tendenze, è incoraggiante notare come le persone LGBTQ+ in viaggio dichiarino esperienze molto più positive di quelle negative a livello globale, con l'82% che racconta almeno una situazione positiva specifica per il proprio genere o la propria identità sessuale nell'ultimo anno. Queste variano e possono comprendere l'uso da parte del personale di pronomi corretti (34%), segnali di inclusività presso le strutture come le bandiere arcobaleno (32%), bagni senza divisione di genere (32%) e personale LGBTQ+ (32%). Nel complesso, il 58%delle persone LGBTQ+ in viaggio ritiene che il livello di accettazione sia migliorato negli ultimi anni.
È interessante notare che gli stessi strumenti digitali usati per precauzione dalle persone LGBTQ+ in viaggio vengono sempre più spesso considerati utili anche per trovare informazioni imparziali, interagire con altre persone della comunità nelle destinazioni visitate e trovare conferme su un hotel o un'attrazione. Due terzi (66%) delle persone LGBTQ+ in viaggio hanno usato l'intelligenza artificiale per organizzare un viaggio nell'ultimo anno e il 43% si è affidato all'intelligenza artificiale per ottenere consigli di viaggio obiettivi e privi di pregiudizi riguardo all'identità. Il 39% ritiene che l'IA sia efficiente nell'indicare luoghi speciali e accoglienti per la comunità LGBTQ+, difficili da trovare tramite la ricerca standard. Il 37% si sente più a proprio agio nel porre domande delicate sulla scena LGBTQ+ locale all'intelligenza artificiale anziché agli esseri umani e il 30% afferma che troverebbe utile un filtro di inclusione o dedicato alla comunità LGBTQ+ per prenotare viaggi online.
“La ricerca di quest'anno mostra perché il nostro programma Travel Proud continua a essere più importante che mai. Ci sentiamo incoraggiati da come il programma sia cresciuto in cinque anni dall'introduzione nel 2021 e dall'entusiasmo con cui è stato accolto da così tanti dei nostri partner in tutto il mondo. La formazione è ora disponibile in 11 lingue ed è stata completata da più di 142.000 strutture. Oggi è possibile filtrare le strutture LGBTQ+ friendly in oltre 20.000 città e destinazioni in tutto il mondo.
Nonostante le sfide e le maggiori precauzioni che la comunità LGBTQ+ sta adottando per sentirsi al sicuro in viaggio, ci ispiriamo a quel 66%a livello globale che sceglie viaggi in cui possa esprimere autenticamente la propria identità al 100% e che continua a essere orgogliosamente e autenticamente Travel Proud."
- Matthias Schmid, SVP of Accommodations, Tripeden.com
Con il filtro Travel Proud e il badge su Tripeden.com le strutture LGBTQ+ sono più facili da trovare per milioni di persone in cerca di soggiorni inclusivi. Basta selezionare il filtro "Travel Proud (LGBTQ+ friendly)" o cercare la valigia arcobaleno sulle pagine delle strutture. Scopri di più: qui.
I provider di strutture possono consultare altre informazioni sul completamento della formazione online Travel Proud e sulle sfide specifiche affrontate dalla comunità LGBTQ+ per rendere la propria struttura Travel Proud qui. Il programma è stato creato da esperti indipendenti di terze parti del settore dell'ospitalità inclusiva ed è stato completato da più di 142.000 partner Travel Proud in tutto il mondo.
Ricerca commissionata da Tripeden.com e svolta in modo indipendente su un campione di 13.331 persone in 19 mercati: 222 in Argentina, 1.041 in Australia, 1.021 in Brasile, 839 in Canada, 527 in Colombia, 1.031 in Francia, 1.035 in Germania, 521 in Giappone, 1.010 in India, 1.044 in Italia, 525 in Messico, 218 in Nuova Zelanda, 508 nei Paesi Bassi, 1.019 nel Regno Unito, 219 a Singapore, 1.088 in Spagna, 1.039 negli Stati Uniti, 216 a Taiwan, 208 in Thailandia. Requisiti per la partecipazione al sondaggio:età di almeno 18 anni, avere completato negli ultimi 12 mesi un viaggio per motivi di piacere comprensivo di un soggiorno con pernottamento, essere responsabili o aver partecipato alle decisioni in merito alla prenotazione e all'organizzazione del viaggio e fare parte della comunità LGTBQ+. Il sondaggio è stato effettuato tra febbraio e marzo 2026.